Salvatore Ferragamo. Il calzolaio dei sogni

Sabato 14 novembre ore 15:00
PROIEZIONE DOCUMENTARIO
Unesco Visitor Centre Crespi d’Adda
Corso Manzoni 18

ACCESSO LIBERO – PRENOTAZIONE NON RICHIESTA

Il documentario di Luca Guadagnino assembla e ricompone una mole colossale di voci, materiali e svariati interventi esperti di moda, cinema, costume: tra i tantissimi, i couturier Christian Louboutin e Manolo Blahnik, la fashion editor Grace Coddington e la giornalista Giusi Ferré, l’enciclopedico Martin Scorsese e Jay Weissberg di “Variety”.

SALVATORE FERRAGAMO
Nato in una famiglia contadina a Bonito (Avellino) nel 1898, undicesimo di quattordici figli, Salvatore Ferragamo fin da bambino è rapito dalla magia legata all’arte di creare calzature. Determinato a perseguire il proprio sogno, emigra giovanissimo negli Stati Uniti, proprio mentre l’industria del cinema sta creando i primi divi; da Hollywood prenderà il via una carriera che lo imporrà come icona della moda italiana nel mondo e stilista tra i più originali e amati dalle star. Mentre lui darà lustro al Paese, riportando nel 1927 la sua sede a Palazzo Spini Feroni a Firenze, e negli anni Sessanta passerà prematuramente il testimone ai suoi eredi.

IL DOCUMENTARIO
Tra un intervista e l’altra, il film segue anche i passi della creazione odierna della “Marylin” (indossata dalla Monroe in Gli uomini preferiscono le bionde), poi quelli della celeberrima “Rainbow”, per poi chiudersi con una sequenza in stop motion, A Dream of Hollywood, che rende omaggio al corpus delle collezioni Ferragamo replicando le coreografie geometriche alla Busby Berkeley, con le calzature che si animano e sostituiscono il corpo di ballo. Sono momenti estremamente godibili del film, che dispiega parecchi archivi esterni, oltre a quello della maison, con una significativa presenza dei Super 8 intimi girati dal suo fondatore.

Ispirato all’autobiografia “Il calzolaio dei sogni” (pubblicato da Skira, ristampato da Electa) e scritto dalla giornalista di moda Dana Thomas (autrice di “Fashionopolis”) Salvatore: Shoemaker of Dreams è un’opera realizzata nell’arco di tre anni: da una parte ha i meriti di rendere omaggio allo spirito di iniziativa, alla perizia appassionata e alla genialità di un artigiano sui generis e di identificare un preciso momento degli studios, in un’era ante product placement e quindi tutta da ricostruire, piuttosto imperniata sulla craftsmanship e il gusto del dettaglio. Dall’altra, nella tensione di incorniciare una lunga favola d’amore familiare, di autorealizzazione e ritorno a casa, appare caratterizzata da un approccio eccessivamente compiacente nei confronti degli eredi e frenata dalla volontà di abbracciare una miriade di fonti.

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