Giovanni Brambilla

presenta

Visioni di Crespi d’Adda

Sabato 5 dicembre 2026 ore 17:00
INCONTRO CON L’ARTISTA
Unesco Visitor Centre Crespi d’Adda
Corso Manzoni 18

ACCESSO LIBERO – PRENOTAZIONE NON RICHIESTA

Ogni esposizione d’arte dovrebbe essere coerente e rispondere ad una intenzione culturale che non deve necessariamente sorprendere per la sua creatività.
La creatività non deve confondersi con l’originalità o la fantasia sconfinata fino alla confusione. L’intenzione culturale deve intendersi come progetto che sia aderente,
anche se limitato, ad un progetto più grande il quale deve odorare di utopia fedele ai fini di Tommaso Moro: “perseguire obiettivi concreti come l’uguaglianza sociale,
i diritti universali, la pace mondiale”, e condividere con coraggio al detto meno obbligante di Le Corbusier: “l’utopia è la realtà del domani”.
Crespi è il paese che non ho mai tralasciato di frequentare. Mi sono messo a riflettere sul clima e al tono pittorico con i quali avrei potuto caratterizzare le mie
rappresentazioni di Crespi. Due riferimenti affiorarono dalla mia memoria certo che mi potessero aiutare nel breve seppure intenso lavoro che mi aspettava.
Il primo fu Edward Hopper (1882 –1967) pittore americano noto per il suo realismo nel rappresentare l’ambiente urbano- industriale, l’umanità e la solitudine che l’abitava,
di Hopper ho scelto di trascurare il fattore umano, fedele al mio dipingere paesaggi senza che mai vi fosse dipinta una presenza umana (per ragioni espresse in altre
passate occasioni). Di Hopper avrei mantenuto l’intorno, i paesaggi tipici dei centri urbani delle città periferiche dell’America del secolo scorso, dimenticando la
presenza dei suoi personaggi che Hopper amava ritrarre.
Il secondo riferimento mi veniva dagli studi (pittorici) fatti a Worpswede,(Residenze per artisti di Worpswede) villaggio degli artisti più famoso della Germania, offre un
idillio senza pari in un paesaggio spettacolare che ancora oggi lo associo a Crespi per la contemporaneità delle vicende post industriali e per alcuni aspetti del suo
abitato.

GIOVANNI BRAMBILLA
I paesaggi e le nature morte di Giovanni Brambilla (Trezzo sull’Adda, 1943 ) hanno da tempo varcato le soglie nazionali ed europee. Le esposizioni nella capitale e nelle principali città del Giappone, curate da Masahiko Otoshi, hanno riscosso lusinghieri consensi di pubblico e critica, affascinati dalla tradizione figurativa lombarda, di cui Brambilla rappresenta uno degli ultimi raffinati esponenti. Giovanni Brambilla dipinge dal 1959. Negli anni 60 aderisce agli “Artisti Indipendenti A. Bucci” di Milano Frequenta corsi di disegno all’Accademia Carrara di Bergamo, ha approfondito la conoscenza delle tecniche dell’acquaforte a Bergamo, a Milano e a Tokyo. La formazione artistica è avvenuta attraverso la cultura figurativa lombarda del Novecento, Influenza che caratterizza le sue opere come matrice per una costante ricerca intorno all‟atmosfera” di paesaggio e alla simbologia di nature morte. Significativi e importanti sono stati alcuni viaggi in Nordrhein-Westfalen, dove ha potuto studiare il paesaggio romantico di Worpswede; ricorrenti i viaggi in Europa e in particolare in Bretagna. Tra le grandi opere di Brambilla figurano quattro grandi vetrate per la Chiesa della SS. Trinità a Milano e quelle della sala del “Cenacolo” nel nuovo Centro Parrocchiale di Trezzo.
Dal 1967 ha allestito mostre personali in Italia, Svizzera, Olanda, Germania, Canada, Francia e Giappone. https://ioprimadime.com/giovanni-brambilla

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