Fabrizio Menalli e Luigi Cortesi

presentano

Chiamati all’armi
Capriate, Crespi e San Gervasio nella Seconda Guerra Mondiale 1940-45

Sabato 10 ottobre ore 11:00
SAGGISTICA
Unesco Visitor Centre Crespi d’Adda
Corso Manzoni 18

ACCESSO LIBERO – PRENOTAZIONE NON RICHIESTA

Il Gruppo Alpini Capriate Crespi è orgoglioso di presentare “CHIAMATI ALL’ARMI”, una ricerca pregevole e appassionata che riporta alla luce le storie, i volti e le voci dei cittadini di Capriate, San Gervasio e Crespi d’Adda travolti dal turbine della Seconda Guerra Mondiale. 
Nella prima parte a cura di Luigi Cortesi, il libro rivolge un’attenzione particolare a due eminenti personalità del nostro territorio:
Benigno “Nino” Crespi, il tenente colonnello che documentò con la sua inseparabile Leica e i suoi diari la tragica epopea del fronte russo e la “battaglia di Natale” e Raffaele Cerlesi, il patriota martire, cresciuto nel villaggio di Crespi, che scelse la via della Resistenza come capo del CLN locale e pagò con il sacrificio supremo il suo impegno per la libertà.
Nella seconda parte, la trascrizione di documenti rari e preziosi, il volume vi permetterà di “ascoltare” direttamente i protagonisti:
I Diari di Arnaldo Signorelli, un resoconto toccante della vita in zona d’operazione e della dura prigionia nello Stalag III-B, dove la fede nella famiglia e nella patria diventava l’unica arma per resistere alla fame e al freddo ed il Diario di Romano Pedroncelli con la cronaca quotidiana del fronte greco-albanese, tra bombardamenti, marce sotto la neve e momenti di inaspettata umanità.
Nella terza ed ultima parte, a cura di Fabrizio Menalli, i dettagli dei ruoli matricolari, le onorificenze e il racconto di come i nostri soldati vissero momenti di gloria e di strazio, fino alla ventata affrancatrice del 25 Aprile. Più di duemila Soldati. Tra queste pagine, molte famiglie troveranno i nomi dei propri padri, nonni e bisnonni: uomini che erano macellai, muratori, filatori e contadini prima di essere “chiamati alle armi”. Invitiamo ogni discendente a sfogliare queste pagine con rispetto e orgoglio.
“CHIAMATI ALL’ARMI” non è solo un elenco di nomi e gradi, ma il riconoscimento ufficiale di un sacrificio collettivo.

FABRIZIO MENALLI
Menalli Fabrizio, di Pietro Renato (contadino) e Arnoldi Ines (operaia di tessitura a Crespi), nato a Capriate San Gervasio in vicolo Trento 11 (ora vicolo Trento 9) il 25/4/1959, di professione giardiniere. Visitato nel luglio 1977 alla caserma della Cavalleria, posta tra via Reggimento Savoia Cavalleria e via Mascheroni a Milano, dichiarato abile. Arruolato il 13/9/1978 al Centro Addestramento Reclute del 5° Alpini btg. “Edolo, 52a compagnia, 3° plotone, 5a squadra alla Caserma Rossi di Merano – Maia Bassa. Trasferito il 10/10/1978 al 5° Artiglieria da Montagna, gruppo “Bergamo”, 31a batteria, alla caserma “Druso” di Silandro (Bolzano) con l’incarico di conducente muli, ma in pratica l’incarico era di servizi vari, perché inserito nel minuto mantenimento della caserma come giardiniere. Mandato in licenza ministeriale di giorni 5+1 il 3/1/1979, rientrato al corpo il 9/1/1979, riporta, durante una escursione someggiata con il mulo, una distorsione al ginocchio sinistro con lussazione della tibia sinistra, dovuta ad una scivolata sul ghiaccio poco fuori dalla caserma. Trasportato con un’automobile di passaggio al Pronto Soccorso del vicino ospedale civile di Silandro, rientrato in caserma e ricoverato all’infermeria del corpo, e ingessato. Ricoverato il 15/2/1979 all’ospedale militare di Bolzano in via San Quirino, dimesso il 22/2/1979 e rimandato all’infermeria del corpo. Tolto il gesso, rimesso dall’infermeria e rientrato in batteria il 28/2/1979, mandato in licenza ordinaria di 10+1 giorni il 17/8/1979, rientrato al corpo il 28/8/1979. Congedato il 6/9/1979. Residente a Capriate in vicolo Trento 9.

LUIGI CORTESI
Luigi Cortesi (Arcene, 1933) risiede a Crespi d’Adda. Il suo percorso di ricercatore, educatore, scrittore si è sviluppato in due direzioni sostanzialmente assai diverse: la psicopedagogia specialistica (per la rieducazione audio fonetica degli audiolesi) e la storiografia mirata.
Il primo filone – che si è sviluppato sulla traccia della sua carica di rettore dell’Istituto Sordomuti di Bergamo – ha prodotto ricerche sulla vita affettiva, il pensiero e la socializzazione del bambino sordo dalla prima infanzia, pubblicate in volumi di Atti e riviste specializzate, accolte con grande interesse da insegnanti e operatori. Tacendo poi di incarichi importanti, a livello nazionale e internazionale, a lui si deve la realizzazione a Torre Boldone della nuova sede dell’Istituto Sordomuti, con il conseguente trasferimento di alunni e alunne dalla fatiscente sede di Bergamo (Via Pignolo 58) al nuovo ridente edificio, sorto nell’ex Parco Zoia (1971).
Il secondo filone, quello storiografico, è stato affrontato sulla base di specializzazione in paleografia e storia della Bergamasca, e vede un lungo elenco di articoli e volumi, entrati con successo nel circuito culturale e accolti con molto favore dalla critica e soprattutto dagli interessati. Ricordiamo “Crespi d’Adda – Villaggio ideale del lavoro” (I ed. 1995; III Ed. 2005) che è stato biglietto da visita per l’accoglimento del medesimo nel patrimonio dell’umanità sancito dell’Unesco e “L’Italia chiamò” (I ed. 2020) dove ha narrato l’epopea dei Crespi durante la Prima Guerra Mondiale.

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