Elena Cologni

presenta

I panni sporchi (non) si lavano in casa

Sabato 5 dicembre ore 15:00
PERFORMANCE ARTISTICA
Unesco Visitor Centre Crespi d’Adda
Corso Manzoni 18

ACCESSO LIBERO – PRENOTAZIONE NON RICHIESTA

I panni sporchi (non) si lavano in casa e’ il tema che riporta il progetto il corpo del/al lavoro (The Body of/at Work, 2021/) di Cologni alle sue origini. Celebrando la recente restituzione del lavatoio alla sua comunità, l’artista ricorda l’attenzione che aveva posto sin dal 2018 sul sito e sull’importanza nella sua funzione di luogo di lavoro e di incontro sociale allo stesso tempo. Per l’evento Cologni presenta un’opera permanente a Crespi che vuole lasciare affinché possa essere riattivata nel tempo per non dimenticare il ruolo che il lavoro domestico ha avuto nella realtà industriale nel villaggio operaio.

ELENA COLOGNI
Elena Cologni, PhD, MRSS, è un’artista e professoressa associata di Arte Contemporanea e Critical Practice presso la Cambridge School of Art (Anglia Ruskin University), dove ha ricoperto i ruoli di Responsabile per la Ricerca e l’Innovazione e Coordinatrice della Ricerca Post-laurea (2019-2025) e per il *Research Excellence Framework* (REF). Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e all’Università di Leeds, conseguendo un dottorato di ricerca (2004) presso la University of the Arts London (Central Saint Martins), dove è stata anche assegnista di ricerca post-dottorato (2004-2006). Ha inoltre insegnato all’Università di Cambridge e l’Università ArtEZ nei Paesi Bassi. La sua ricerca artistica è stata sviluppata in collaborazione con numerose istituzioni, tra cui: Getty Research Institute (LA), Brown University, Stanford University (USA); Queensland University (Australia); Università di Utrecht (Paesi Bassi); Biennale di Venezia, GAMeC (Bergamo), MAMBO (Bologna), MLAC (Roma); MuseumsQuartier (Vienna); ICA (Londra), Women’s Art Collection (Università di Cambridge), CCA Glasgow, Yorkshire Sculpture Park, MK Gallery, Whitechapel Art Gallery e Tate Modern (Regno Unito). Il suo lavoro ha ricevuto finanziamenti da enti quali Arts Council England e British Council (Regno Unito), UNESCO e Getty Research Institute (Los Angeles, USA).

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